COSA FARE IN CASO DI INCENDIO....!!!!!!
Dunque allora….
Il punk sta ritornando fuori. E non nostalgicamente, ma con una carica tuttora rabbiosa da scuotere le montagne. Ho visto un po' di tempo fa gli ANGELIC UPSTARTS dal vivo. Skinheads cinquantenni. All'epoca erano so-so, e Mensi sembrava Mussolini redivivo. Ora invece spaccano letteralmente il culo, e l'avrebbero fatto, che so, a CANNIBAL CORPSE  e MORBID ANGEL senza difficolta', se ci avessero suonato insieme (dai dai, incazzati, floodami l'email di insulti, pero' vatteli a vedere se ti capita). Il nuovo cd dei DISCHARGE, ritornati al line up originale e al loro stile basico senza il quale METALLICA e ANTHRAX non sarebbero  mai esistiti, e forse neppure i sommi SLAYER (dai dai, incazzati di nuovo, in onore al purismo della storia mainstream), quindi senza gli eccessivi virtuosismi metal ma con quella fantastica la voce gridata a slogan, e' di una foga mostruosa & bellezza commovente. E perfino il nuovo "fuck the system" degli EXPLOITED, un gruppo che mi e' sempre stato profondamente sul cazzo & le ovaie insieme, e che ho sabotato quando suonarono per Ciao 2001 a Bologna millenni fa (arrivo' la polizia e ruppe teste, anche ai Wretched, ma non fini' certo li), e ci rifiutammo, coi RAF PUNK mentre eravamo in tournee in Germania, di fargli da supporto nella data berlinese. Beh, sto disco e' semplicemente stupendo, quasi Discharge-ano, e la banda nonostante gli anni (Wattie coi dreads rossi, woow) in una forma emozionale & emozionante smagliante. Epperfino il nuovo MOTORHEAD, punk orginari uncreditati dalla storia ufficiale, e' un gran bel disco. E quindi?
E quindi succede che una label americana ci sottopone un contratto per pubblicare un cd dei RAF PUNK di inediti dell'epoca. Well, ok. Ma il materiale dove cazzo e'? Decine di registrazioni di concerti, montagne di cassette in sala prove, sparito tutto. Distrutto da un incendio. Uno dei due archivi piu' grandi di tutta la scena punk italiana, perduto per sempre. Tenevo copie di ogni manifesto, ogni volantino, ogni fanzine, ogni cassetta, ogni badge, ogni disco che mi passava per le mani, e mi passava per le mani praticamente tutto di quello che veniva prodotto in italia. Perche' non era solo suonare, ma anche autoprodurre, distribuire, costruire & sostenere la scena. Bruciato, portato via dal fuoco, che, colmo dell'ironia simbolica, si e' preso solo l'archivio e quasi null'altro, come se ci fosse una'intenzionalita' karmica.
Vabbeh, chissefrega. A parte il senso nostalgico del possesso personale, poco male, resta sempre l'altro archivio, quello di Oliver del Kollettivo, che faceva la stessa mia cosa. Einvecenno'. A me il fuoco, a lui l'acqua, si e' portata via tutto. Il Po' tracima, l'archivo sta in una stanza dello studio troppo in basso rispetto al "livello del mare", e la memoria storica del punk italiano viene nuovamente cancellata. Fuoco e acqua. Elementi primari. Simbolico, profondamente simbolico. Ci ho pensato tanto sul perche' la sfiga si accanisce con me a distruggermi il passato, la memoria. Perche' non e' solo questo. Tutta la mia personale esistenza documentata, fotografica & di rassegna stampa, pre e post transizione (eheh, curios*? vuoi che te ne parli?), pure quella, sparita, distrutta, obnubilata, annihilita.. Che cazzo vuol dire, perche'? Che cosa mi si sta insegnando? Forse, banalmente che non bisogna storicizzare il passato, vivere di scemi e inutili celebranti allori. Era una rivolta quella, non una vittoria. Ne San Remo ne il Giro d'Italia, ma la cronaca di una ribellione, e quella rimane dentro, come esperienza, come crescita individuale e collettiva.

Il disco lo faremo lo stesso, a fatica (e se qualcuno avesse delle registrazioni live dei RAF PUNK…. sa che fare), e mi vibra dentro di intitolarlo "no future, no past, nihil". Riferimenti in circolo  da Sex Pistols al nihilismo dei Crass, ma anche un affresco preciso della nostra storia collettiva, negata in tutte le forme possibili. Per insegnarci ad esistere ancora. Non celebrarci, ma andare avanti….

Ok, ci siamo. Poi l'altro giorno vedo un film…
"Cosa fare in caso di incendio"… Si parla di anarchici… boh, vediamo… Il film inizia e io impazzisco. Scene girate a Berlino, primissimi anni 80.. Scontri gioiosi e violenti tra punx e polizia, per le strade di Kreuzberg…Tra hardcore punx, sia chiaro, no popparoli Blink41 capaci solo di litigatine adolescenziali durante il doposcuola. Barricate, molotov, spyke hair & borchie, il look alla Discharge. Un'identita' tosta e rivendicata fino in fondo, sul piano politico come su quello visuale.
Insomma la storia e' questa. All'epoca un collettivo punk "anti cementificazione" metteva bombe in edifici insquattabili ma abbandonati, e filmava (sta cazzo di mania di documentare sempre la nostra storia) il tutto. La SO36 Krew. Non solo musica, perche', cazzo, davvero allora era cosi', e forse in Germania, a Berlino piu' che da ogni altra parte, punk e politica, punk e controcultura TOTALE, punk e rivolta sociale erano sinonimi. Comunque 11 anni dopo scoppia una bomba rimasta inesplosa in una villa abbandonata, e viene richiamato il vecchio commissario dell' epoca a riprendere le indagini. Certo, il tempo e' passato. Due degli ex punx dell'epoca vivono ancora negli squats, tra cui L'archivista, mentre un'altro e' diventato pubblicitario trendy straricco di successo, un'altro un'avvocato imborghesito dal rispetto delle regole, nonostante il mohicano dell'epoca, una e' casalinga e mamma, l'altra una lady dell'alta societa'.
Si ritrovano, perche' la polizia ha raidato la casa occupata e ha sequestrato gli archivi che documentavano la loro preparazione delle bombe e la loro appartenenza al collettivo, e devono fare qualcosa.  E si scoprono tanto diversi, per il tempo trascorso, come quando io ho rivisto Laure e Bounty l'hanno scorso.
Bella la scena della lady bionda di cui l'archivista, quello rimasto tosto e radicale, era/e' innamorato, e lui come ai vecchi tempi spezza il logo di una Mercedes parcheggiata, e glielo regala (all'epoca si portavano come trofei appesi al giubbotto, poi fini' che i negozi trendy li vendevano finti), e  si mettono a saltare insieme sul cofano ("Rompi quello che ti rompe")per poi scoprire che la macchina e' proprio quella di lei…
Ma, e fanculo agli spoilers,  ve la dico tutta.
Alla fine torneranno insieme, perche' LO SPIRITO CONTINUA, e costruiranno un'altra bomba per distruggere l'archivio di filmati sequestrato, che li incastrerebbe. Ritorna l'energia. Lo spirito di appartenenza, il far parte di una scena, i legami profondi non solo di amicizia, la radicalita' politica ed emozionale, i valori forti e alternativi. Tutto quello che significava, fondamentalmente, all'epoca, essere punk.
Veditelo, a me sono scese lacrime di commozione e non mi vergogno a dirtelo. Emozioni, intense, simboliche, comunicative, vibranti.
E alla fine, recuperata la pellicola/prova, la distruggono,  volontariamente, in un impeto di anarchica "gioia creativa"…. Perche' la risposta al titolo, "cosa fare in caso di incendio", e' LASCIAR BRUCIARE. Ora lo so cosa fare, lo so il perche' di acqua e fuoco. Capisco perche' e' addirittura NECESSARIO lasciarsi alle spalle la storia, la celebrazione, l'archivismo, e continuarne a vivere piuttosto lo spirito, l'intensita', la materia pulsante.

La nostra storia e' appunto senza futuro, senza passato, nihil. E' solo la nostra esperienza, che conta. Il nostro percorso. L'ho sempre pensato, pure per la mia transizione personale. Perche' quello che abbiamo imparato a sentire, vivere, essere, dentro lo siamo ancora. E quindi, lasciamo bruciare, e magari impariamo la lezione dal film. Cioe' che LO SPIRITO CONTINUA. E affanculo la documentazione storicizzante dei RAF PUNK 1979-84. Forse e' il caso di rimetterci insieme, e fare un disco nuovo. Perche' di cose rabbiose di cui gridare, di fuoco da lasciar bruciare, ne abbiamo ancora tanto, cazzo, ma proprio tanto!!!!!!
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WENDY ORLEANS WILLIAMS: in memoriam...!!!!!!

cdwow


Questo e' un articolo che scrissi molti anni fa sulla mitica FIKA FUTURA,
quando Wendy si uccise.. Avevo dimenticato di aver scritto questo testo (rimozione forse?), ma un riferimento in internet me l'ha fatto ritrovare.....
Eccolo qui...
Wendy non era lesbica, ma una menzione nel calendario della cultura queer di Massimo Consoli, insieme a Darby Crash e Jon Balance gia' presenti, la merita assolutamente....
QUESTO E' IL TESTO DEL SUO SUICIDE NOTE.....

"The act of taking my own life is not something I am doing without a lot of thought. I don't believe that people should take their own lives without deep and thoughtful reflection over a considerable period of time. I do believe strongly, however, that the right to do so is one of the most fundamental rights that anyone in a free society should have. For me much of the world makes no sense, but my feelings about what I am doing ring loud and clear to an inner ear and a place where there is no self, only calm . Love always, Wendy."

Inutile dire che rileggerlo mi fa tornare le lacrime agli occhi....
Sono sempre stata convinta che quando era "sparita" e cominciai a cercarla, se l'avessi trovata per tempo, avrei potuto "salvarla".
Invece il 6 Aprile del 98 scoprii dove stava, o meglio dove non stava ormai piu....

E adesso asciugo le lacrime che sono sicura lei non avrebbe mai voluto vedere, e con molta razionalita' e necessaria freddezza, dico che questo era cio' che scrissi su Fika Futura 8 anni fa.
Di questo gia' mi occupavo 10 e ben oltre anni fa, e non ho certo bisogno di inventarmi un passato militante come certe veline televisive di nostra conoscenza, per ricordare da che parte stavo, e da che parte stanno certe lotte, edulcorate, recuperate, televisivamente Spettacolarizzate, imbuonite dai "cattivi tempi che corrono ora"........

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Ho un rituale.
Quando ritorno da un viaggio intorno al pianeta, una delle prime cose che faccio e' ascoltare il disco (cd, vinile, whatever) piu' bello che ho comperato.
Quello che so, o suppongo sia il piu' bello, intenso, stimolante.
Il 7 Aprile sono a casa dei miei, a Bologna, dopo mesi. L'appartamento dove ho lasciato buona parte del mio vinile, che non ascolto piu' da anni.
E quindi, per replicare il rituale, tra una manciata di dischi veramente bellissimi ed intensissimi, capolavori emozionali del punk tra cui il primo album dei Germs ed i due dei Dead Boys, decido quale ascoltare per primo, dopo anni.
Il piu' bello, il piu' intenso e significativo.
New hope for the wretched, dei Plasmatics, la band di Wendy Orlean Williams.
Preferito a quel capolavoro di intensita' espressiva suicidale dei Germs, ed a quei due gioielli di malinconia disperata, "morti ammazzati", dei Dead Boys.
Ma intanto che io ascolto il disco, ora piu' ora meno, da qualche parte in un bosco del New England, Wendy si punta una pistola in bocca, ed apre il fuoco....
Spararsi in bocca.. Il modo piu' appropriato per morire da parte di una donna amazzone che tutto e' stata fuorche' la stereotipizzazione binaria del gender femminile.
Eppure fu stroncata dalla critica musicale maschile, quella moderata, perbenino, che ancora scrive su Rockerilla ed in parte su Rumore, quella che deve trovare il coefficente di "trendismo di massa" prima di decidere se una cosa gli piace o no.
Quella per cui i Butthole Surfers erano una banda di sconvolti che faceva, beh..... rumore e dischi inintelligibili, fino a che i Surfisti del Bucodelculo non spopolarono in Inghilterra, adorati ed incensati dalla stampa locale e dai compratori di dischi...

Fu stroncata da quella critica che aveva paura del transgender ante litteram dei Sigue Sigue Sputnick, e dal cyberfemminismo riot grrl altrettanto in anticipo sui tempi.
Accusati, i Plasmatics, di essere una montatura, perche' lei era stata pornodiva (Candy Goes to Hollywood, a lanciare palline da ping pong dalla fika), e la Cadillac nella piscina ed i televisori fracassati "una montatura".
Intanto Wendy, nuda col nastro adesivo nero sui capezzoli delle tettone piu' esplosivamente minacciose che materne, spiegava che non c'e' nulla di peggio per il perbenismo borghese americano, che invadere e distruggere la proprieta' privata, e fracassare la summa dell'entertainment " non pericoloso", il televisore.
Ma nessuno ascoltava.
Per paura, pero', gridando alla montatura. I Plasmatics inventarono il thrash metal molti anni prima che arrivassero Slayer e Metallica, ma soprattutto spararono bordate anti establishment minacciando lo status quo con un immaginario "sessuato" intensissimo ed aggressivo, dai shock rock sex antics di Wendy  a quelli di Wes Beech, moicano blu e tutu' da ballerina su di un corpo emaciato, col sangue mestruale (virtuale??) che gli colava dalle gambe......
Plasmatics, e WOW, la sua successiva band, mostrarono la piena potenza di una creatura ribelle ed incontenibile. Una donna amazzone femme nel look e butch nei modi, bisessuale nelle preferenze e top, decisamente top nella sostanza dell'approccio!

SEE YOU BABY WALKIN'DOWN THE STREET
YOU'RE THE KIND OF GUY I'D LIKE TO MEET
WANT TO SEE YOU DO WHAT YOU DO
LET'S GO SOMEWHERE WANT TO
MAKE IT WITH YOU

SEE YOU BABY AT THE DANCE
SEE YOU BABY IN YOUR TIGHT BLACK PANTS
GOT THE CHILLS 'CAUSE YOU MAKE ME SO HOT
LET'S GO IN THE ALLEY SHOW ME WHAT
YOU GOT

LIKE A THRILL LIKE TO TAKE A CHANCE
SEE WHAT HAPPENS WHEN YOU'RE IN MY PANTS
MY GIRLFRIEND WANTS TO WATCH YOU DO IT TO ME
IF SHE GETS HOT SHE SAYS SHE'LL MAKE IT THREE

canta in "Tight black pants", e fa della capacita' di usare e gestire il suo appeal e la sua voglia di sesso un'arma per rovesciare i ruoli e rimettere gli uomini in una posizione tutto meno che di "cacciatore".
Indossando la t-shirt "fuck 'n' roll or fuck off", col moicano bianco e l'immancabile nastro adesivo sui capezzoli, Wendy manda affanculo i "normaloidi con una banana infilata su per il buco del culo", e, ignorata dai media e dalla stampa maschile che in quegli anni stravede per Toyah e Kate Bush, ma pure Patti Smith, precorre i tempi di Tribe 8, Hole, PJ Harvey, distuggendo il conformismo imbellettato del "female rock" per mostrare cosa una femmina inkazzata che non sta al gioco dei ruoli, delle parti, dei comportamenti binari di gender, puo' produrre di distruttivamente creativo.
Wendy diventera' un modello di ruolo davvero underground, come lo sono tutte le voci di donne davvero eversive in un mondo, anche quello della musica, ancora a dominanza maschile ed orientato a consumatori maschi che mal digeriscono una vera amazon woman che non si lascia sottoporre a nessun tipo di re-styling a favore del marketing della ribellione giovanile.
Wendy in tacchi a spillo e seno al vento che grida con una voce piu' roca di quella di Lemmy e bestemmia come il modello macho di una camionista butch, non e' la povera eroinomane decadente da vendere alla tribu' dei goths ( e delle goths) in crisi esistenziale alla ricerca di se stesse.
Wendy vegetariana e macrobiotica, che finira' a lavorare in un consorzio di produzione cibi biologici, e che prende a pugni ( e che pugni!!)  in faccia i poliziotti che tentano di arrestarla con l'accusa di "atti osceni sul palco" e' troppo politicamente insubordinata e troppo poco romanticamente "Jim Morrison-iana" per essere digeribile da un mercato che cerca "rock'n roll heroes" maschi in cui identificarsi e babes sexy ma inoffensive su cui farsi le seghe.
Wendy quindi diventa l'ignorata dai piu' maestra di vita, guida bastarda di un'esistenza randagia, di poche ma intense ribelli, ma DONNE, tank girls, pre-riot grrls, queer core punk lesbiche, o dominatrici BDSM.
Wendy Orlean Williams, che in Reform School Girls, trash film di serie C, col pedale a tavoletta, sfonda il vetro dello sportello di un furgone con la testa, ci si lancia fuori e cade in piedi, senza traballare sui tacchi a spillo degli stivali, sul cassone posteriore del furgone. Senza controfigura, buona la prima!

E potrei continuare all'infinito a tessere le lodi transgender del forse mio unico idolo che non ho mai conosciuto di persona ma ho amato a Milano all'Odissea 2001, mentre segava in due una chitarra suonando Plasma Jam,  dimostrando come i concetti di uomo e donna fossero due polarita' ormai sciolte dalle passate rigidita' e fondibili nell'"essere quello che si vuole essere e non quello che altri vorrebbero si fosse".
Ed ho amato profondamente il suo saper plasmare un nuovo modello di cyberdonna carnale tutt'ora ancora in embrione, una She Hulk della vita reale,  ultrasexy & femminista, volitiva, impositiva ed eggressiva, e tutto meno che riproduttiva, o stereotipicamente femminile.
Una donna a cui non chiedere mai "di che segno sei?" o pretendere di leggerle negli occhi una materna percettivita' od una sensibilita' "femminile".
Per questo l'ho amata e l'ho sentita come l'unico possibile modello a cui ispirarmi e da cui imparare a decostruire la rigidita' binaria dei genders.
Ma perfino gli studi femministi o pseudo tali, sui modelli di ruolo femminili trasgressivi, tutti impegnati ad analizzare celebrandole Madonna o Laurie Anderson, mai hanno voluto cimentarsi col fuoco sacro della ribellione totale che infrange regole, controregole, tendenze e movimenti, e che mostra con orgoglio il proprio essere donna "in lotta" fottendosene delle menate ipocrite e perbeniste di Mary Daly o Adrienne Rich e dei fondamentalismi sessuofobi di Andrea Dworkin.
Wendy Orlean Williams e' stato un terremoto cyberfemminista, ma troppo isolata ed in anticipo sui tempi per essere ricordata dalla "history".
Vorrei pero' che riuscissimo a ricordarla nella "herstory", quando leggiamo Tank Girl o ascoltiamo gli Skunk Anansie o ancora cerchiamo una conferma nel reale alle visioni profetiche di Donna Haraway.
Ed in mille piccoli altri casi, come ad esempio quando, ragionando sulle dinamiche butch/femme, finiamo per cadere nell'errore di continuare a vederci un ruolo maschile ed uno femminile, senza coglierne la profondita' della possibilita' della fusione "plasmatica".
Sia chiaro, Wendy Orlean Williams nella sua attitudine genderfuck non ci ha lasciato solo alcuni dischi aspri e vitriolici di una inenarrabile bellezza, ma ci ha mostrato per prima la dissoluzione dei gender in una figura di donna trasgressiva  e radicalmente  oltraggiosa, ma anche lucidamente consapevole del significato politico e (post?)femminista delle sue scelte, e......  maledettamente fiera di essere donna!!!!!!

Ho un rituale, ma questa volta mi porta ad un'amara coincidenza.
Profonda e dolorosa.
Riposa in pace Wendy, tu che sei stata all'inferno e sei tornata indietro per mostraci il futuro con la tua vita stessa.
Oppure non risposare, e continua a scuotere e capovolgere, all'inferno o in paradiso o dovunque tu sia ora, un mondo che ha ancora bisogno di te e della tua bellissima ed intensa rabbia creativa!

HELENA VELENA




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morbid_angel001


MORBID ANGEL, o della ritualizzazione della Resistenza!!!!

Morbid Angel in concerto…
E sia ben chiaro, Morbid in inglese non significa "morbido", ma bensi' "morboso"…. E l'Angelo Morboso fa tutto un'altro effetto….
Effetto resistenza, a dire il vero… contro il narcotico del pop, contro la "morte sociale in un ufficio acquisti" della sterilizzazione buonista, e non certo quella sanremese, ma quella del finto rock, della musica di plastica, delle costruzioni a tavolino, dei prodotti fatti sulle ricerche di mercato, dei coglionazzi convinti di fare "quello che la gente vuole".
Oppure, semplicemente, della musica senza passione, senza anima, senza energia che scuote il buco del culo.

"All I ever wanted was abrasive discordance fueled by bass driven rhythms, wailing vocals, thundering drums and noise damaged guitar."   
Ron Asheton, Stooges

Appena sono sul palco, la sensazione e' che ci potrebbe stare chiunque, li'. E forse dovrebbe veramente essere cosi'. Ma dopo un po' ti rendi conto che questa banda fa assolutamente faville, anzi…. Anzi, e' un devastante armageddon lavico di sheer energy, assolutamente travolgente, monumentale. I cambi di ritmo sono devastantemente possenti, il torrente d'energia e' innarrestabile, la macchina ritmica tritura tutto e le due chitarre sono, ancora una volta, semplicemente devastanti. Chissa' se Chuck Berry, da figlio bastardo del blues, quando comincio' a suonare rock'n roll, si sia mai immaginato, neppure nei suoi wildest dreams, che si sarebbe potuti arrivare a questo punto. Io pure, pensavo che dopo i Germs non si sarebbe potuto andare oltre. Certo, quel disco e' un capolavoro totale, che ha il peso dei lavori migliori di Mozart (e bla bla bla e vaffanculo per chi non e' daccordo), pero' c'era ancora una dolcissima poesia che lo permeava, il malessere era meno pronunciato nell'eccesso, l'autodistruzione era piu' decadente, il nihilismo era un necessario percorso post-esistenziale personale, e quel suicidio finale, vero, mille volte piu' drammatico e sofferto di quello milioni di volte invece piu' celebrato, massmedizzato e mitizzato di Mr Cobain, era un percorso di un'intensita' unica e insuperabile. Qui c'e' altro. Non c'e il dramma di un'esistenza al limite, non c'e estetizzazione del rifiuto supremo. 
Qui, nei Morbid Angel, nel death in generale, c'e il malessere come stile di vita, come sentire totale, ma che si rafforza nel suo stesso esprimersi, e che nel suo comunicarsi all'esterno si sublima, e prende un altro significato. Un concerto dei Germs era sempre un parto al contrario, dove cio' che nasceva era il morire una volta di piu', giorno per giorno, e il sopravvivere nel countdown finale. I Germs suonavano per non morire, per esistere in quel preciso momento, e per esorcizzar euna fine assolutamente gia' prevista. Il rituale e' introflessivo, e serve per se stessi. I Morbid Angel invece sono musicisti a tutti gli effetti. Healty, sani, Niente droga, apparentemente, niente eccessi, forse neppure niente sesso, non certo alla Led Zeppelin. Trey Azagthoth non sono riuscita a trovarlo, lo confesso, ma dopo un po' non l'ho piu' neppure cercato, e ho lasciato perdere la direzione per il backstage. Forse mi bastava la 23 enne fetish, Luana, che sembrava la versione di me un tot fa, panta nere aperte di lato e, nel mio caso, reggicalze sotto. Non ha voluto aiutarmi a battere il mio record di solo 40 minuti a partire dallo zero assoluto di totali sconosciute incontratesi per caso, pero' mi ha proposto un appuntamento "con piu' calma, con piu' tempo, nei prossimi giorni", e forse va bene cosi'. Essermela dovuta contendere con un maschio, che comunque a lei non interessava minimamente (e mi succede spesso, ultimamente) era gia' sufficentemente rewarding e comunque indicativo di chi le interessava di piu', e forse il fatto di riuscire ad aprire cosi' rapidamente e facilmenta breccia nel mondo etero dei metallari,anzi delle metallare, mi e' giustamente apparso molto piu' stimolante che non scopare con una rockstar.

Timido, mi e' sembrato, introverso, questo Trey. In un'ora di c oncerto non ha mai alzato lo sguardo, non l'ha mai girato verso destra, sempre coi capelli sugli occhi, concentrato sul fuoco & fiamme della sua axe-grinder… Ho parlato con l'altro chitarrista, ed era un pischelletto, che si sarebbe confuso tra i fans, per strada. Niente della tragedia cosmica spiaccicata su di un lurido pavimento di una casa occupata, bustine ovunque, rabbia repressa a fatica, e neanche sempre, tanta paranoia, come nel caso dei Germs. Niente eccessi per sopravvivere, in un mondo che e' all'eccesso nell'incomunicabilita', nella plasticizzazione di se', nell'aver trasformato c ompletamente gli individui in consumatori massa, percentuali in un indice di gradimento e votanti neppure consapevoli per la propria martorizzazione masochista non consenziente nella vita di tutti i giorni, e non certo nel sesso.
Quindi figuriamoci mai la menata del "questa e' musica maschilista", "vibra troppo testosterone nell'aria". Gia il semplice look transgender "naturale" del death, a far da contraltare alla trendyssimamente studiata artificiosita' plastica del look nu metal, la dovrebbe dire tutta, dalle parti di "cio' che e' non e' necessariamente cio' che appare". E poi il credo Neurosis, secondo il quale piu' estrema ed eccessiva e' la musica, piu' tranquillo e introverso e' il musicista,ancora una volta risulta vera. Il testosterone, quindi, sta negli occhi di chi lo vede, non di chi lo sente vivendolo invece come virile energia promoridale essenziale nel processo dell'esistenza, anche in una dinamica lesbica. Chiedetelo a Starhawk, qual'e' il ruolo del fallo priapico. O Chiedetelo a Karyn dei Crysis, Rachel dei Sinister, Angela degli Arch Enemy, cosa significa essere una superfemmina e cantare piu' incazzato, gridato, col fondoventre fuori dalle tonsilla, di ogni altro maschio nella scena, ed essere Sacerdotesse della transustanziazione dei sessi in un vortice orgiastico di doppie gracasse e chitarre al fulmicotone che non sono affatto testosteroniche, ma cosa mai "sabbath-iche".

Morbid Angel pero' e' un'altra cosa, ed e' uno specchio di altri tempi…. Piu' specificamente contemporanei. Rispetto ai Germs, anche loro officiano un rito, ma questo e' collettivo. La musica e' piu' eccessiva nell'attacco relentless,nel cambio di ritmo, nella martellante autodistruttivita'. Non ci sono melodie, non ci si appoggia a fragili frammenti di speranza nel "dopo", anche se e' un dopo post annihilito. E' una musica che vibra solo e soltanto del "qui & ora", ed e' un qui di chi vuole sopravvivere, ed un'ora, perche' il tempo ormai e' in ritardo sull'esistente, e siamo gia', da troppo tempo, minoranza vivente in una maggioranza vegentante, oppure, come cantavano I RAF PUNK "noi siamo una minoranza / oppressa da una maggioranza / repressa da una minoranza".
Sono sciamani della volonta' di non soccombere alla plastica, al narcotico del pop, alla disneyzzazione delle nostre vite.
Sono una risposta collettiva all'ecatombe di suonerie da downloadare, telefonini MMS, televisori al plasma e consolles dell'ultima generazione. Sono l'urlo bestiale e il calcio nello stomaco non tanto piu' ai benpensanti (non e' piu' tempi di rivoluzioni alla "noi siamo i buoni e loro non ci capiscono"), ma alla massa inerme dei coetanei vegetanti.
E VAFFANKULO a tutti i Kruder & Dorfmeister di questo mondo, a tutti i Coldplay, soprattutto a tutti gli U2, a tutto il pop obliquo, la new age rilassante, la world music esoticheggiante, a tutto il rock moderato ma "impegnato politicamente".
VAFFANKULO anche a Manu Chao, sia detto una buona volta.
Questa musica non sara' mai ballata nei salotti borghesi, non entrera' mai in classifica, non sara' mai (finora, per lo meno) prodotta da una megamultinazionale, non sara' mai promossa dalla radio e dalle televisioni. Non sara' mai narcotico pop travestito da finta rivoluzione, perche' questa musica e', innanzitutto MUSICA e non canzonette, e soprattutto perche' e brutta, sporca, cattiva, troppo rumorosa, troppo malefica, troppo maledetta, troppo improponilbile. E ripetriamolo, soprattutto TROPPO RUMOROSA. Una minaccia per le orecchie, una messa in discussione dei ritmi regolari del corpo, una overdose non fatale d'anfetamina che mal si conciglia, nell'era della cocaina e della conquista di una rispettabilita' sociale, con quelli che sono i codici del buon senso furbo post craxiano.

I Germs rappresentano l'ala estrema, anarco-nihilista del "Movimento del Libero Spirito" del terzo millennio, e sono quindi per propria scelta troppo elitariamente marginali e annihiliti su se stessi (pur rimanendo una delle piu' grandi forme d'espressione dell'arte del 900).
I Morbid Angel sono quello che dovrebbe essere invece una sorta di "sinistra in musica". Non troppo estremi nei contenuti, ma intensi nella forma, nella sostanza espressiva, nel vibrare e pulsare in sintonia col Grande Rifiuto. Questa non e' musica distruttiva, tantomeno autodistruttiva. Questa e' l'original soundtrack di chi vuole vivere (e, a partire dagli Slayer, la carica di energia vitale neuronale ed endorfinica di questa musica, pur nel suo chiamarsi "morte", e' assolutamente innegabile, se non dai finti giornalisti da giornalini pop), di chi, magari parafrasando e remixando Rotten, "non sa cosa vuole, non sa come ottenerlo, ma certamente sa cosa NON vuole". 
Potesse, non certo quel concentrato di incravattati perfettamente interscambiabili col centrodestra nel loro liberista gioco di scatole cinesi e capitalismo dall'ipocrita faccia pulita, dei DS, ma quel "rifondazione" che invece che rifondare un'esperienza perdente, potesse appunto imparare qualcosa dal suono della non accettazione, un urlo gutturale coi Marshall a picco, che fa rumore, tanto, mai troppo & mai abbastanza, vibra, scuote pavimento e soffitto, budella, ormoni, cattiva coscienza, beh, forse questo schifo chiamato "politica" potrebbe avere un minimo senso.


Il mio top a rete con le tette in fuori, la mia gonna con megaspacco, le mie autoreggenti pure a rete, questa sera non sono servite a scoparmi una rockstar, ma ho pero' imparato qualcosa di molto piu' importante e salvifico, oltre al godimento e al pogo mio furioso di un concerto stupendo. E cio' che non siamo ancora morti, accortici della cosa o meno, ma che finche' qualcuno continuera' a mettere i Marshall a picco e a gridare in un microfono, producendo l'abrasiva discordanza tanto amata da Ron Asheton e non soltantro lui, beh, finche' questo rumore potra' frastornare le nostre orecchie e invadere, penetrare I nostri corpi liberando le nostre anime, beh, significhera' che il Pensiero Unico della Globalizzazione Totale non ce l'avra' fatta a vincere, e noi, pur all'interno del loro business, avremo ancora una TAZ fondamentale che cambia completamente & costantemente aspetto ma grida sempre e comunque la stessa essenziale, fondamentale cosa: il rifiuto di un mondo che non ci appartiene, di desideri indotti che non sono i nostri, di prospettive che non ci corrispondono, di una vita che non vogliamo vivere come loro si aspettano che la viviamo.
E, cazzo, scusate se e' poco!!!!!!!!!

Helena Velena